Non è programmare con l'AI.
È descrivere con precisione cosa serve a un hotel,
e lasciare che l'AI scriva il codice.
La competenza che conta non è tecnica. È la conoscenza profonda del front office, del revenue, dell'housekeeping, dell'ospite. Chi ha trent'anni di hotel addosso ha già il novanta percento del lavoro fatto.
Per trent'anni gli hotel hanno comprato gestionali, channel manager, CRM, booking engine. Strumenti pensati per "tutti gli hotel" e quindi, in fondo, per nessuno.
Il vibe coding ribalta la logica: parti dal problema reale, e costruisci esattamente lo strumento che serve. Né più né meno.
Una conversazione reale. In meno di due settimane il prompt di un direttore d'hotel è diventato un'estensione Chrome che gira ogni giorno in background, su clienti veri in Versilia.
› HOTEL_MANAGER · LUN 09:14
"Ogni lunedì perdo due ore a controllare a mano le tariffe dei miei cinque competitor diretti su Google. Voglio che lo faccia qualcosa per me, in automatico, in background. Non mi serve un dashboard fancy. Mi serve sapere quando si muovono."
› VIBE_CODING_HOTEL
→ Chrome Extension (Manifest V3) + Playwright headless
→ Scrape schedulato ogni 4h sui 5 competitor di Google Hotels
→ Storico tariffe locale + alert quando si muovono ±5%
QUESTO È IL VIBE CODING APPLICATO ALL'HOSPITALITY · NON IL CONTRARIO
L'hotel non ha bisogno di software. Ha bisogno di soluzioni.
Chi conosce l'hotel costruisce meglio di chi conosce il codice.
Il tool giusto vale più del tool perfetto.
Si parte da un attrito, non da un'idea geniale.
L'AI non sostituisce il direttore. Gli restituisce tempo.
Piccoli tool, grandi effetti.
Il vibe coding è un atto di indipendenza.
/ END OF MANIFESTO
M I N D L A B H O T E L ↗